VENNI DI GIOVEDI di Lucia Marolla

Io Lucia Marolla a volte rido, ma non spesso perché non si addice ad Elettra …. pardon ….. ai capricorni come me.

E così quando talòr frattanto, forse, sebben così, venni alla luce, dei miei primi insulsi giorni che vissi quotidianamente, perché la vita è così, perché giammai, piuttosto alquanto, come perché fu bensì.

Come avvenne quel giorno, io che non c’ero ancora, so soltanto che quel lontano dì un mio trisavolo, ovvero il nonno Mininno Luigi, aprì il varco alla saga dei Mininno.

Ecco repente la onde la storia riappare con altre scarpe nuove, da consumare e così poter seguire la colonna portante dei miei antenati che avanzavano.

Appena fuori dalla mamma incominciai a cantare perché tutto era colorato e allegro e si era sparsa la voce che eravamo arrivati nel paradiso.

Un posto dove alloggiare tutti gli arrivati nell’albergo di-vino, a volte aceto non era possibile. Ecco perché erano tutti ubriachi, sai, perché credevano di capitare in qualcosa di meno affollato. Infatti io non ci andai più per vari decenni, e portai con me un compagno al duol per scemar la pena.

Ecco che così, repente la onde e forse sebben così giammai piuttosto alquanto dissi di si, tornai con un nuovo permesso per nascere l’11/01/1947.

Si io ero proprio io, la bella bruna futuro astro del firmamento blu.